Chi era Don Genaro?
Nota: Non esistono foto di don Genaro, l’immagine è una elaborazione digitale ispirata alla descrizione fornita da Castaneda stesso nei suoi volumi.
Don Genaro viene presentato nel volume “Una Realtà Separata”, capitolo 6, come un amico stregone di Don Juan; il 5 ottobre 1968, i due si recano in auto presso la sua casa e il Nagual fa promettere a Carlos di non rivelare a nessuno né il nome, né l’ubicazione.
Don Genaro è descritto come un indiano di etnia mazateca sui sessant’anni, comunque più giovane dell’anziano Nagual; ha la carnagione scura e un aspetto minuto e snello. Il suo naso prominente, stagliandosi sul viso tondo e duro, ricorda un uccello predatore.
L’infanzia di Genaro era stata dura: sopravvisse chiedendo l’elemosina ai turisti di passaggio.
Questo non gli impedì di essere indicato dallo Spirito al Nagual Julian che lo addestrò duramente fino a farlo diventare uno stregone di grande talento.
Come ci riuscì ce lo dice don Juan nel capitolo quarto, sempre del volume ”Il Fuoco dal Profondo”:
Smise di parlare e guardò Genaro, che dormiva ancora profondamente.
“A Genaro le importan un pepino las explicaciones… A Genaro non importa un cetriolo delle spiegazioni… ” disse. “Lui agisce. Il mio benefattore lo spingeva costantemente ad affrontare problemi insolubili. Così egli entrò pienamente nel lato sinistro (al lado izquierdo) e non ebbe mai l’opportunità di porsi domande.”
Genaro non ebbe bisogno di lunghe spiegazioni per imparare, agiva e basta. Invece, sia don Juan e sia lo stesso Carlos, essendo dei Nagual, avevano bisogno delle parole, sempre più accurate, per se stessi e per trasmettere la Conoscenza agli altri.
Apro una brevissima parentesi. Anche qui la traduzione italiana lascia un po’ a desiderare, infatti abbiamo: “A Genaro non importa un accidente delle spiegazioni ”.
Per italianizzare ad ogni costo si perde gran parte dello slancio della battuta ironica di Don Juan, che si esprime con un modo di dire tipicamente messicano.
Tutti i lettori si ricordano di don Genaro per il suo carattere giocoso, triviale, e propenso alla burla che può arrivare ad essere esagerata o perfino grottesca in alcune occasioni. Tuttavia, gli scherzi mordaci verso il discepolo Carlitos non sono mai fini a se stessi, bensì sono parte integrante dell’insegnamento. Infatti, mentre don Juan si occupa del “lato destro” dell’allievo, del Tonal, Genaro si occupa del “lato sinistro”, del Nagual.
Questo spiega perché fin dal loro primo incontro don Genaro si lancia in funamboliche imprese atte a mostrare al discepolo le abilità stregonesche acquisite sopratutto usando il suo “doppio”. Per esempio simulando di nuotare sul terreno come fosse in acqua, o stando seduto sopra la sua testa. Celeberrima è l’esibizione di Genaro presso la cascata dove cerca di stimolare la capacità di “vedere” di Carlos; usava dei tentacoli luminosi fuoriuscenti dalla pancia per tenersi in equilibrio saltando da una roccia all’altra in maniera portentosa.
Don Genaro era inoltre un esperto del “vedere”, aveva dei suoi personali “alleati”, e i suoi discepoli diretti ero detti i ”Genaros” cioè Pablito, Nestor e Benigno.
Video dove è presente il personaggio di don Genaro:
BIBLIOGRAFIA
La traduzione è a opera degli autori del video ed è tratta dalle seguenti edizioni spagnola ed inglese:
C. Castaneda, Una Realidad Aparte, ed. Fondo Cultura Economica, 1991
C. Castaneda, Separate Reality: Further Conversations With Don Juan, ed. Reissue, 1991.
Per un confronto e brevi citazioni dall’edizione italiana:
C. Castaneda, Una Realtà Separata, ed. Astrolabio, 1972.
La traduzione è a opera degli autori del video ed è tratta dalle seguenti edizioni spagnola ed inglese:
C. Castaneda, El Fuego Interior, ed. Emece, January 1, 1986.
C. Castaneda,The Fire from within, ed. Black Swan, 21 giugno 1985.
Per un confronto e brevi citazioni dall’edizione italiana:
C. Castaneda,”Il Fuoco dal Profondo”, ed. biblioteca universale Rizzoli, Supersaggi, 1992.