Aprile 19, 2026
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Nuova edizione integrale
Testi tratti dal volume Il Lato Attivo dell’Infinito, capitolo 16, Ombre di Fango.

Seduto su una sedia imbottita nel retro della casa di don Juan, tra le montagne del Messico centrale, Carlos Castaneda ci conduce in una delle sue esperienze che più hanno impressionato l’immaginario collettivo. È pomeriggio, il sole sta svanendo e “soffiava una piacevole brezza… Enormi alberi crescevano intorno alla casa, coprendo la vista della città”. Questa cornice naturale apre la riflessione sul corpo energetico, un concetto chiave nella conoscenza sciamanica.

“Oggi discuteremo un argomento molto serio relativo alla stregoneria… e inizieremo parlando del corpo energetico.”

È più piccolo e compatto rispetto al corpo fisico, ma legato ad esso da una “strana forza agglutinante” — la “forza più misteriosa dell’universo”, che rappresenta “la pura essenza dell’intero cosmo”.

Don Juan rigetta il dualismo tradizionale:


“Aveva affermato che il corpo fisico e il corpo energetico erano le uniche configurazioni energetiche in contrappeso (en contrapeso, counterbalanced, controbilanciate) nel regno umano. Pertanto, non accettava nessun altro dualismo. Considerava il dualismo tra corpo e mente, carne e spirito come una mera concatenazione della mente che ne emergeva senza alcun fondamento energetico.”

Il Doppio e la Disciplina: Avvicinare i Due Corpi

Attraverso la disciplina e la pratica, è possibile per chiunque avvicinare il corpo energetico al corpo fisico fino a farlo diventare una replica tridimensionale e solida, un “doppio” visibile e tangibile. Allo stesso modo, è possibile forgiare una copia eterea del corpo energetico, invisibile ma reale. Questo processo non è
“una proposizione mitica”, ma realtà praticata dagli sciamani, che operano con un sistema cognitivo diverso dal nostro.

Don Juan osserva un fatto energetico particolare riguardo Castaneda:

“Il mio corpo energetico, invece di allontanarsi da me (come normalmente accade), si avvicinava a me a gran velocità.”

Questa vicinanza significa qualcosa di importante:

“Qualcosa ti porterà via la sporcizia (te va a sacar la mugre, to knock the daylights out of you), ti prenderai una botta. Nella tua vita apparirà un tremendo grado di controllo, ma non il tuo controllo; il controllo del corpo energetico.”

Quando Castaneda chiede se si tratta di una forza esterna, don Juan risponde:

“Il controllo a cui mi riferisco è qualcosa che esula dal dominio del linguaggio. È il tuo controllo ma allo stesso tempo non lo è. […] può essere manipolato, ovviamente, per il tuo beneficio totale, che ovviamente non è il tuo vantaggio ma il beneficio del corpo energetico.”

L’Ombra Fugace: L’Universo e il Predatore Cosmico

Quando cala l’oscurità, don Juan invita Castaneda a osservare senza fissare, con la coda dell’occhio, il fogliame degli alberi. Appaiono allora ombre nere fugaci, simili a enormi pesci volanti nel cielo: sono la manifestazione visiva dell’energia che scorre nell’universo. Gli sciamani dell’antico Messico furono i primi a vedere queste ombre e a seguirle, scoprendo qualcosa di sconvolgente:

“Abbiamo un compagno per la vita, un predatore venuto dalle profondità del cosmo che ci controlla e ci rende prigionieri.” Questo predatore sopprime la nostra volontà di agire in modo indipendente, rendendoci docili e indifesi.

L’esperienza si intensifica con l’oscurità che cala rapidamente, e con essa la percezione delle “ombre fugaci” nel fogliame:

“Se avessi prestato intensa attenzione all’oscurità del fogliame, senza focalizzare lo sguardo ma guardando con la coda dell’occhio, avrei visto un’ombra fugace attraversare il mio campo visivo.”

Queste ombre, descritte come “pesci neri e grassi, pesci enormi” che sembrano come “giganteschi pesci spada che volassero nell’aria”, sono per gli sciamani “l’universo nella sua totalità — incommensurabile, non lineare, al di fuori del regno della sintassi.”

Don Juan rivela il significato di queste visioni:

“Abbiamo un compagno per la vita. Abbiamo un predatore che è venuto dalle profondità del cosmo e ha preso il controllo delle nostre vite. Gli esseri umani sono i suoi prigionieri. Il predatore è il nostro padrone e signore. Ci ha resi docili, indifesi. Se vogliamo protestare, sopprime le nostre proteste.”

Una visione inquietante che dona nuova luce alla realtà quotidiana, dove “c’è un’oscurità che ci circonda” ma restano visibili “le fugaci ombre che ti saltano intorno”.

Conclusioni

In questa prima parte viene rivelato uno dei punti più scioccanti dell’intera opera di Castaneda: l’esistenza dei Voladores, chiamati qui per la prima volta da don Juan “Predatori”. È importante sottolinearlo con precisione: non “parassiti”, come purtroppo spesso si legge in molte interpretazioni moderne. La differenza non è solo terminologica, ma sostanziale.

Un predatore, a differenza di un parassita, ha un modus operandi attivo, strategico. Si trova più in alto nella scala gerarchica e nella catena alimentare, e vive cacciando le sue prede. È il caso, per esempio, di una tigre nel mondo animale. Un parassita, invece, è un essere che dipende passivamente dal ciclo vitale di un altro organismo, sul quale agisce con effetti dannosi, ma senza iniziativa propria.

Hanno una Coscienza di gran lunga superiore a quella dell’uomo!
Non c’è nulla di metaforico in questo. Ed è importante prestare attenzione a chi, oggi, afferma che chiamarli “parassiti” sia equivalente a chiamarli “predatori”:
Siate prudenti, perché la manipolazione del linguaggio è una delle migliori strategie del Volador stesso.

Anche sull’aspetto dei Voladores è necessario fare chiarezza. In rete si trovano spesso raffigurazioni mostruose, umanoidi, da film horror — ma sono fuorvianti e non corrispondono al testo. Castaneda racconta di averli visti come:

“un’ombra fugace scura”,
“un grosso e grasso pesce spada”
e, più avanti, come vedremo nel quarto video, come una
“pesante Ombra di Fango”.
Non sono esseri materiali nel senso comune, sono esseri inorganici che ci hanno dato al loro mente “foranea” cioè esterna o straniera.

Per ulteriori approfondimenti vi rimando al nostro video:

Bibliografia

La traduzione è a opera degli autori del video ed è tratta dalle seguenti edizioni spagnola ed inglese:

C. Castaneda, El Lado Activo Del Infinito, ed. Ediciones B, 1997

C. Castaneda, The Active Side Of Infinity, ed. Harper Collins, 1998.

Per un confronto e brevi citazioni dall’edizione italiana:

C. Castaneda, Il lato Attivo dell’Infinito, ed. Rizzoli, 1998.

Diritti d’Autore Legge del 22 aprile 1941 n° 633 TESTI – Riguardo i brani delle opere pubblicate nei video: Art. 70 “il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera per scopi di critica di discussione ed anche di insegnamento, sono liberi nei limiti giustificati da tali finalità e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera”.

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